Massimo Policardi
logo_piccolo2
Operatore Shiatsu FISieo
copertina
"Ciò che si può offrire agli altri è solo il frutto della propria pratica"
Thich Nhat Hanh 
BLOG

Anche riposare richiede tempo

2026-08-17 09:32

Massimo Policardi

Anche riposare richiede tempo

Rallentare non significa semplicemente smettere di fare. Significa dare al nostro sistema il tempo di accorgersi che, almeno per un po', può funzionare a un rit

 

Perché nei primi giorni di vacanza possiamo sentirci stanchi?

 

Le vacanze sono iniziate. Gli impegni diminuiscono, la sveglia non suona e finalmente ci sarebbe il tempo per riposare. Eppure non sempre ci sentiamo subito meglio.

 

A volte accade persino il contrario: nei primi giorni ci sentiamo più stanchi, facciamo fatica a rilassarci, dormiamo diversamente oppure continuiamo ad avere la sensazione di dover fare qualcosa.

 

Può sembrare un controsenso.

 

Se finalmente posso fermarmi, perché non riesco semplicemente a rilassarmi?

 

La risposta potrebbe essere più semplice di quanto immaginiamo: noi possiamo decidere di andare in vacanza in un giorno. Il nostro organismo può avere bisogno di più tempo.

 

Ogni cambiamento richiede un adattamento

 

Siamo abituati a pensare allo stress soprattutto come conseguenza di qualcosa di negativo: troppo lavoro, troppe responsabilità, poco tempo.

 

Ma per il nostro organismo anche un cambiamento piacevole rappresenta qualcosa a cui adattarsi.

 

Durante l'anno costruiamo progressivamente dei ritmi: ci alziamo a una certa ora, mangiamo in determinati momenti, lavoriamo, ci spostiamo, rispondiamo alle richieste dell'ambiente. Il nostro sistema nervoso impara continuamente a muoversi dentro questa organizzazione.

 

Poi arrivano le vacanze e, magari nel giro di ventiquattr'ore, cambiamo tutto.

 

Dormiamo più a lungo.
Mangiamo ad altri orari.

Ci muoviamo diversamente.
Scompaiono alcuni impegni.
Ne compaiono altri.

 

Per la nostra mente è semplice: "Sono in ferie."

Per i sistemi che regolano automaticamente il nostro organismo, il passaggio può essere meno immediato.

 

Il corpo non funziona come un interruttore

 

È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti.

 

Possiamo chiudere il computer venerdì sera e decidere che da quel momento siamo in vacanza.

Ma non possiamo dire al sistema nervoso: "Da adesso rilassati."

 

Il nostro organismo funziona attraverso continui processi di regolazione e adattamento. Ritmi del sonno, livello di attivazione, digestione, appetito, temperatura corporea e numerosi altri processi seguono ritmi biologici che non necessariamente coincidono con quelli della nostra agenda.

 

In altre parole:

 

Il calendario può dirci che siamo in vacanza da tre giorni. Il corpo potrebbe essere ancora impegnato ad adattarsi al nuovo ritmo.

 

E forse è proprio qui che nasce quella strana sensazione che alcune persone conoscono bene: avere finalmente tempo per riposare e scoprire di non riuscire ancora a farlo davvero.

 

Quando ci fermiamo possiamo accorgerci della stanchezza

 

C'è poi un secondo fenomeno.

 

Quando siamo molto impegnati, il nostro organismo è continuamente orientato verso ciò che dobbiamo fare.

Appuntamenti, lavoro, famiglia, scadenze.

Continuiamo ad andare avanti.

 

Quando finalmente rallentiamo, diminuiscono gli stimoli che ci tenevano costantemente attivi e può diventare più evidente qualcosa che prima riuscivamo a percepire meno: quanto eravamo stanchi.

 

Non significa necessariamente che la vacanza ci abbia stancati.

Potrebbe significare che finalmente abbiamo creato le condizioni per accorgercene.

 

È un po' come il rumore di fondo di una stanza: finché c'è molto rumore intorno non lo notiamo. Quando tutto diventa silenzioso, improvvisamente lo sentiamo.

 

Quindi, come possiamo aiutare il corpo a rallentare?

 

Probabilmente partendo da un'idea molto semplice:

non chiedergli di cambiare ritmo ancora più velocemente.

 

Se abbiamo trascorso mesi correndo, forse i primi giorni di vacanza non devono necessariamente essere riempiti di cose da fare per "sfruttarli al massimo".

 

Può essere utile mantenere qualche punto di riferimento: 

 

orari del sonno non completamente stravolti, pasti abbastanza regolari, un po' di movimento, momenti senza telefono e soprattutto qualche spazio realmente vuoto.

 

Non occorre trasformare anche il riposo in un programma da rispettare. Anzi.

 

Forse possiamo semplicemente concedere all'organismo il tempo necessario per riconoscere il nuovo ritmo e adattarsi gradualmente.

 

Anche riposare richiede tempo

 

Viviamo in una cultura nella quale siamo diventati molto bravi a passare rapidamente da un'attività all'altra.

 

Lavoriamo fino all'ultimo giorno.

 

Partiamo.

 

Arriviamo.

 

E ci aspettiamo di essere immediatamente rilassati.

Poi, pochi giorni dopo, facciamo il percorso inverso e pretendiamo di essere subito nuovamente efficienti.

 

Ma il tempo dell'organismo non sempre coincide con quello dell'agenda.

 

Forse una parte importante del recupero consiste proprio nel rispettare questa differenza.

 

Rallentare non significa semplicemente smettere di fare. Significa dare al nostro sistema il tempo di accorgersi che, almeno per un po', può funzionare a un ritmo diverso.

 

E qualche volta le vacanze possono servire proprio a ricordarcelo.

 

 

Massimo Policardi
Operatore Shiatsu FISieo

 

Da oltre vent'anni accompagno le persone in percorsi orientati al recupero dell'equilibrio e della qualità della vita attraverso lo Shiatsu.

 

 

L' operatore shiatsu esercita in libera professione di cui alla legge 4/2013

 

 

Desideri maggiori informazioni oppure vuoi prenotare un appuntamento?Contattami tramite il form sottostante o ai seguenti recapiti

​+39 340 57.88.975

Viale Italia 196 - Conegliano 31015

            info@shiatsuconegliano.com

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder